Home » Riassunti » Storia » Gavrilo Princip, l’esecutore materiale dell’attentato di Sarajevo

Gavrilo Princip, l’esecutore materiale dell’attentato di Sarajevo

Gavrilo Princip (1894-1918), l’esecutore materiale dell’attentato di Sarajevo del 28 giugno 1914 – il casus belli della Prima guerra mondiale (o secondo altri “la goccia che fece traboccare il vaso”) – era, all’epoca dei fatti, un giovane studente serbo nazionalista di diciannove anni, nativo della Bosnia-Erzegovina, territorio annesso nel 1908 all’Impero austro-ungarico. L’annessione austriaca aveva incontrato una forte opposizione in Serbia, fedele alleata della Russia, e favorito la nascita di movimenti nazionalisti e indipendentisti.

Gavrilo Princip militava nel movimento “Giovane Bosnia“, il cui obiettivo era la liberazione della Bosnia-Erzegovina dal dominio dell’Impero austro-ungarico per annetterla al regno di Serbia. L’obiettivo era dunque eliminare l’erede al trono: l’arciduca Francesco Ferdinando.

L’attentato

All’attentato parteciparono, oltre a Princip, altri sei giovanissimi, tra cui Nedeljko Cabrinovic e Trifko Grabez, tutti appartenenti alla Giovane Bosnia, armati di 6 bombe a mano, 4 rivoltelle Browning e con in tasca una fiala di cianuro da ingerire in caso di cattura.

Il 28 giugno 1914 l’arciduca Francesco Ferdinando e sua moglie Sofia si trovavano in visita ufficiale a Sarajevo, capitale della Bosnia-Erzegovina, all’epoca sotto il dominio asburgico.

L’attentato era stato preparato attentamente: uno degli attentatori si era posizionato ad un’alta finestra di un palazzo per poter prendere bene la mira, ma non vi riuscì a causa della folla; un altro membro del gruppo, mentre la vettura scoperta dell’arciduca passava, lanciò una bomba a mano, mancando però l’auto e provocando feriti tra gli ufficiali e il popolo.

Pensando che il piano fosse fallito, i giovani attentatori abbandonarono l’impresa. Intanto l’autista della vettura di Ferdinando e della moglie Sofia commise un errore di percorso e si fermò per cercare la giusta direzione. In quel momento, per puro caso, Princip si trovava lì e sparò due colpi dal marciapiede a lato della vettura, colpendo Sofia al petto e Francesco Ferdinando al collo. Morirono entrambi.

La polizia riuscì ad arrestare solo Gavrilo Princip e l’amico Nedeljko Cabrinovic. Una volta arrestato, Princip tentò di suicidarsi. Prima provò a farlo ingerendo del cianuro, la seconda volta tentando di spararsi con la sua pistola. Nessuno dei due tentativi andò a buon fine. Nel primo caso vomitò il veleno, come successe anche a Cabrinovic, mentre nel secondo caso la pistola venne allontanata prima che potesse premere il grilletto.

Princip venne condannato a vent’anni di prigione, ma morì di tubercolosi quattro anni dopo, il 28 aprile 1918. Oggi la sua tomba è collocata nel cimitero di San Marco, a Sarajevo.

Le conseguenze

L’attentato di Sarajevo ad opera di Gavrilo Princip innescò una serie di reazioni che culminarono il 28 luglio 1914 quando l’Austria presentò la dichiarazione di guerra alla Serbia, ritenuta responsabile dell’attentato: era l’inizio della Prima guerra mondiale.

Ultimi articoli

Giochi

Sullo stesso tema